PROGETTO "TEATRO ABITATO"

Di cosa si tratta

TEATRO ABITATO è un progetto che nasce per ABITARE il teatro con l'intento di proporre ogni giorno varie attività: spettacoli, laboratori, mostre, allestimenti artistici, presentazione di libri. Per fare questo abbiamo pensato di creare spazi flessibili dove ospitare Laboratori, un Bookshop e un Caffè 

Di cosa si tratta

TEATRO ABITATO è un progetto che nasce per ABITARE il teatro con l'intento di proporre ogni giorno varie attività: spettacoli, laboratori, mostre, allestimenti artistici, presentazione di libri. Per fare questo abbiamo pensato di creare spazi flessibili dove ospitare Laboratori, un Bookshop e un Caffè.

 

Il Bookshop è la libreria teatrale specializzata di Bocheteatro, che sarà aperta anche durante gli spettacoli, mette a disposizione tanti saggi e testi teatrali

Il Caffè TeatroAbitato è un punto ristoro dotato di un ampio spazio nel foyer del Teatro. Sarà aperto durante tutte le attività del Teatro e proporrà aperitivi a tema, degustazioni guidate, buffet, cocktail e merende per bambini a Km zero.

 

Con la campagna TEATRO ABITATO, l'Associazione Bocheteatro intende raccogliere una parte dei fondi necessari per l'acquisto di arredi, per l'avvio dei laboratori artistici per bambini e ragazzi, nella struttura sita in via Trieste 48, che dall'ottobre 2017 è stata affidata alla nostra gestione.

Per far vivere il Teatro,, c'è bisogno anche del tuo aiuto!

 

Con TEATRO ABITATO si vuole coinvolgere l'intera comunità in questo grande progetto dove ognuno, anche con una piccola donazione, può contribuire concretamente allle attività ed in particolare all'acquisto di alcuni arredi per la realizzazione di progetti con i giovani ed i giovanissimi e consentire la pianificazione di una programmazione culturale continuativa e sempre più al passo coi tempi e i bisogni della gente. Il materiale sarà concretamente acquistato una volta raggiunta la quota di 5.000/ 15.000 Euro.

Come verranno utilizzati i fondi

Per realizzare il progetto e avviare le attività abbiamo bisogno del vostro sostegno economico.

 

Come verranno utilizzati i fondi:

acquisto di un telo di proiezione per il cinema

Un video proiettore digitale professionale 

acquisto n. 10 tavoli per laboratori d'arte

acquisto n. 20 cavalletti pittore per allestimento di mostre e installazioni

acquisto n. 100 sedie pieghevoli o impilabili per attività da proporre nel foyer del teatro

acquisto di un sistema modulare di scaffalattura per allestimento della biblioteca tematica sul teatro, deposito materiale per laboratori e book shop

 

 



 

 

Bocheteatro propone numerose serate di degustazione e spettacolo  nel nuovo spazio Teatro S. Giuseppe, ubicato in Via Trieste n°48, al centro della città di Nuoro.

 

Bocheteatro nasce nel Marzo del 1988 con una precisa finalità: la creazione a Nuoro di un centro teatrale  per la ricerca e la sperimentazione, come centro di raccolta ed organizzazione di diverse attività nel settore, da quelle di studio e ricerca teorica a quelle strettamente produttive di spettacoli, da quelle di formazione professionale e di incontro degli operatori, a quelle di proposta al pubblico di spettacoli e interventi diffusi nel territorio. 

Di tale progetto Bocheteatro si è fatto promotore partendo dalle considerazioni scaturite dall'analisi della realtà socioculturale del territorio dove la tradizione del teatro come mezzo di espressione era pressoché inesistente. 

 Si tratta di una struttura flessibile, che non tende in nessun modo alla ormai vecchia forma del teatro stabile, bensì un centro di raccolta e smistamento di tutte quelle attività rivolte soprattutto allo studio per la realizzazione di progetti operativi in tutti i settori di competenza: ricerca, produzione, formazione, proposta; progetti comunque finalizzati al radicamento sul territorio dal quale le iniziative scaturiscono. 

 

 


Bocheteatro “Colpevoli di Viaggio” di e con Monica Corimbi. Musiche in scena di Gianpaolo Selloni e Pierluigi Manca. Video Laura Mascia

Buone cause arrivano in televisione munite di conto corrente, da casa si effettua il versamento e avanti il prossimo. La tendenza generale è evitare incontro tra chi dà e chi ha bisogno. La tendenza generale è la sterilizzazione dei rapporti. Uno schermo, un preservativo universale protegge dal contagio. Ma il dare e il ricevere non sono solo voci di partita doppia. Passare sul marciapiede dove una persona è ferma a chiedere, essere spesso alla prova di aiutare o no: c'è chi nega per principio, chi invece dà comunque qualcosa a chiunque senza soppesare lo stato di bisogno, e tra questi due bordi ci sono i molti di noialtri che rispondono bene o male secondo umore, fretta, disponibilità di spiccioli. La necessità bussa dai suoi luoghi e chiede incontro lì, sul marciapiede, nelle corsie d'ospedale, nelle celle stivate di senza famiglia e senza terra, sulle spiagge degli sbarchi. Lì chiede incontro e lì è difficile stare. Difficile è il contagio con la disuguaglianza, la perdita di libertà, la mancanza di fraternità. Dare è difficile perché implica contatto da persona a persona. Il meccanismo di rastrellamento fondi per buone cause via televisione sopprime il rischioso beneficio dell'incontro e dell'esperienza. Senza del quale il dare è come il voto: una delega ad altri per agire in conto terzi. Dare si riduce a una voce di spesa, a una stretta di mano con un guanto. Dare senza guardare in faccia a chi: è una delle tante dimissioni dai rapporti umani.

Bocheteatro “Colpevoli di Viaggio” di e con Monica Corimbi. Musiche in scena di Gianpaolo Selloni e Pierluigi Manca.

Buone cause arrivano in televisione munite di conto corrente, da casa si effettua il versamento e avanti il prossimo. La tendenza generale è evitare incontro tra chi dà e chi ha bisogno. La tendenza generale è la sterilizzazione dei rapporti. Uno schermo, un preservativo universale protegge dal contagio. Ma il dare e il ricevere non sono solo voci di partita doppia. Passare sul marciapiede dove una persona è ferma a chiedere, essere spesso alla prova di aiutare o no: c'è chi nega per principio, chi invece dà comunque qualcosa a chiunque senza soppesare lo stato di bisogno, e tra questi due bordi ci sono i molti di noialtri che rispondono bene o male secondo umore, fretta, disponibilità di spiccioli. La necessità bussa dai suoi luoghi e chiede incontro lì, sul marciapiede, nelle corsie d'ospedale, nelle celle stivate di senza famiglia e senza terra, sulle spiagge degli sbarchi. Lì chiede incontro e lì è difficile stare. Difficile è il contagio con la disuguaglianza, la perdita di libertà, la mancanza di fraternità. Dare è difficile perché implica contatto da persona a persona. Il meccanismo di rastrellamento fondi per buone cause via televisione sopprime il rischioso beneficio dell'incontro e dell'esperienza. Senza del quale il dare è come il voto: una delega ad altri per agire in conto terzi. Dare si riduce a una voce di spesa, a una stretta di mano con un guanto. Dare senza guardare in faccia a chi: è una delle tante dimissioni dai rapporti umani.