· 

Note a margine

Bocheteatro “I Custodi del Tempo” (dal romanzo "Passavamo sulla terra leggeri" di Sergio Atzeni)

Voce Narrante: Giovanni Carroni. Musiche in scena: Gianpaolo Selloni – pianoforte / Pierluigi Manca – contrabbasso / Emanuele Contis - sax soprano / Andrea Serra – batteria / Coro Prama 'e Seda

Composizioni originali musicali: Gianpaolo Selloni / Regia: Giovanni Carroni

Lo spettacolo è un adattamento teatrale in cui letteratura, recitazione, canto corale e musica strumentale si incontrano e si confrontano alla ricerca di un terreno comune. Uno spettacolo che combina, con esiti sorprendenti, il coro della tradizione popolare, la musica colta e il jazz alla voce narrante dell’attore, che racconta l’epico e affascinante romanzo di Sergio Atzeni “Passavamo sulla terra leggeri”.

 

Felice Montervino “Uno è Trino” Trittico sulle idiosincrasie / testi Tiziana Troja e Felice Montervino, regia Tiziana Troja e Michela Sale Musio. Una produzione LucidoSottile in collaborazione con BatisferaTeatro.

“Uno è Trino” è un viaggio in tre atti unici che ha come protagonisti tre uomini che nella loro quotidianità affrontano le loro idiosincrasie. Amedeo, Loris e Vito, individui apparentemente normali, si trovano a vivere e ad agire tra abitudini strangolanti e tic autocostruiti, visioni inquietanti e memorie sconvolgenti, fino a mostrarci la parte più comica delle loro disperate ossessioni.

 

 Teatro delle Albe “Farsi Luogo” di e con Marco Martinelli
Quando Marco Martinelli finisce di leggere l’ultima pagina di Farsi luogo (Cue Press), per alcuni minuti, la penombra dell’Angelo Mai sembra conservare il suono delle sue parole. In piedi, in mezzo agli spettatori dello spazio romano, l’artista dispiega un manifesto poetico che al tempo stesso è anche politico, una dichiarazione d’amore al teatro. Una pratica comunitaria. Un atto politico di cui c’è sempre più bisogno.

 

 Bocheteatro “Io Di Chi Sono?”” Scritto e interpretato da Monica Corimbi / Regia Giovanni Carroni

Allestimento video Laura Mascia 

Lo spettacolo nasce da un profondo interesse per l’Affido Familiare. Ne è nato così un racconto che si rifà sia alla mia esperienza personale, oltre che ai vari racconti, libri, documenti consultati che trattano questo tema così poco conosciuto. Dove possibile ho cercato di lasciare inalterata la suggestione poetica delle parole dei testi, delle testimonianze raccolte. Allo stesso tempo, ho dovuto scegliere, aggiungere, assemblare, tradire. Le varie storie si intrecciano per dare vita ad UNA storia che prende corpo soltanto attraverso la forza delle parole. Io Di Chi Sono? diventa una lunga confessione con la madre mancata, in cui l'attore/narratore assume in sé tutte le vicende e i volti di quei bambini “senza casa e senza genitori” per restituirci con tenerezza e leggerezza, ironia e cruda sincerità quelle piccole vite, che paiono infinite e senza tempo. Il bisogno e l’urgenza dunque di raccontare quell’esperienza, attraverso sogni, pensieri, immagini, attraverso frasi, appunti, brevi quadri intimi e personali. Un diario arricchito dai suggerimenti e dalla sensibilità di una carissima amica, Patrizia Secchi; alla quale va un grazie particolare per la disponibilità e per il prezioso contributo. Un grazie speciale a Laura Mascia.

 

Giuseppe Cederna “Da questa parte del mare” da Gianmaria Testa / regia di Giorgio Gallione

Produzioni Fuorivia / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale In collaborazione con Teatro dell’Archivolto

"Da Questa Parte del Mare" è il libro della vita di Gianmaria Testa, è arrivato in libreria, purtroppo postumo, il 19 aprile, per Giulio Einaudi Editori con prefazione di Erri De Luca. E’ il racconto dei pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita ad ognuna delle canzoni dell'album omonimo, ed è un po', anche, inevitabilmente, il racconto di Gianmaria stesso e delle sue radici. E’ il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, ma è anche il racconto delle radici e della loro importanza. Radici che non sono catene, ma sguardi lunghi.

 

 Bocheteatro “Colpevoli di Viaggio” di e con Monica Corimbi. Musiche in scena di Gianpaolo Selloni e Pierluigi Manca.

 

Buone cause arrivano in televisione munite di conto corrente, da casa si effettua il versamento e avanti il prossimo. La tendenza generale è evitare incontro tra chi dà e chi ha bisogno. La tendenza generale è la sterilizzazione dei rapporti. Uno schermo, un preservativo universale protegge dal contagio. Ma il dare e il ricevere non sono solo voci di partita doppia. Passare sul marciapiede dove una persona è ferma a chiedere, essere spesso alla prova di aiutare o no: c'è chi nega per principio, chi invece dà comunque qualcosa a chiunque senza soppesare lo stato di bisogno, e tra questi due bordi ci sono i molti di noialtri che rispondono bene o male secondo umore, fretta, disponibilità di spiccioli. La necessità bussa dai suoi luoghi e chiede incontro lì, sul marciapiede, nelle corsie d'ospedale, nelle celle stivate di senza famiglia e senza terra, sulle spiagge degli sbarchi. Lì chiede incontro e lì è difficile stare. Difficile è il contagio con la disuguaglianza, la perdita di libertà, la mancanza di fraternità. Dare è difficile perché implica contatto da persona a persona. Il meccanismo di rastrellamento fondi per buone cause via televisione sopprime il rischioso beneficio dell'incontro e dell'esperienza. Senza del quale il dare è come il voto: una delega ad altri per agire in conto terzi. Dare si riduce a una voce di spesa, a una stretta di mano con un guanto. Dare senza guardare in faccia a chi: è una delle tante dimissioni dai rapporti umani.